Costiera Amalfitana giugno 2005:
(ovvero la transumanza del popolo dei subacquei)

[cronaca di Fabio Mastellotto]

Sono le ore 22.00 di una tiepida serata torinese…emulando un famoso documentario di Nanni Loi (o è solo retaggio dei più anzianotti?) un gregge di subacquei con i loro accompagnatori e un tir intero di bagagli al seguito, rumorosamente ha invaso il marciapiede del binario del treno diretto a Napoli. Comincia l’imbarco delle valige nel ciarlare giocoso e casinaro del popolo migratore eccitato dal viaggio che lo attende, non senza difficoltà, invero, i bagagli vengono sistemati, perché incredibile a dirsi, anche i vagoni ferroviari hanno un volume definito…
Il viaggio inizia e di riposare non se ne parla, tanto siamo in vacanza… <<Si mangia e si beve>>, sarà il filo conduttore della settimana.
All’alba si giunge alla mitica stazione partenopea. Siamo in anticipo mostruoso per la nuova tratta del viaggio, dopo una notte insonne. Parte l’assalto ai carrelli dei bagagli e di nuovo si assiste a fantasmagorie e costruzioni architettoniche che lasciano stupiti gli stessi ferrovieri napoletani, di certo pur abituati a tutto. Nell’attesa di continuare verso l’agognata meta si fa processione per la colazione, stabilendo ferrei turni di guardia ai bagagli con scambio di zeppole, maritozzi e leccornie varie.
Finalmente arrivano i pulman, gli autisti perplessi si domandano come potremo caricare tutto, ma non ci conoscono. Ignorando le loro obiezioni, si stipa l’impossibile in un lampo, e non solo ci sta tutto, ma riusciamo pure a non dimenticare nessuno…e qui qualcuno potrebbe ricordare una mitica gita Eridania a Recco (Fratelli Palermo…per chi non sapesse si faccia spiegare…ndr).
Eccoci in direzione Costiera evviva, quanto ci vuole? boh! 4 ore di curve… gasp!
Non lo sapevamo ancora, si narra la leggenda della flemmatica guida napoletana, macchè, al volante dei due torpedoni c’erano sotto mentite spoglie Schumacher e Montoya! Per evitare il blocco in tangenziale e  il disinnesco di un ordigno bellico, i due piloti lanciano i mezzi in un dedalo di viuzze e paesini ignorati anche dai più sofisticati strumenti satellitari.
Ci sentiamo dei frappè, durante alcuni sorpassi scopriamo qualè il vero pericolo della subacquea,…Ma la vista della costiera è affascinante e fa superare tutti i disagi, compreso il mal d’auto, propedeutico d’altronde alla barca…
Finalmente ci siamo: sbarco modello Marines, assalto alla reception, e soprattutto al ristorante, mangiare in terrazza con vista mare e torre saracena è ottimo auspicio per la settimana.
Siamo alla prima immersione: superato il tragico problema di reperimento della zavorra, iniziamo il riscaldamento muscolare pre-sommozzata (esercizio denominato carica l’apetta-scarica l’apetta), che ci accompagnerà in tutte le immersioni… “mens sana in corpore sano”.
I panorami dei luoghi sono mozzafiato, il mare e il tempo benevoli, il pesce però, evidentemente anch’esso in vacanza, è latitante, per cui troviamo solo alcuni rappresentanti delle specie ittiche a presidiare il fondale, la prossima volta meglio avvisarli del nostro arrivo per non aver sorprese.
L’allegria e il clima festoso la fanno da padrone sia nelle immersioni, sia nelle gite, tutte stupende: Capri, Amalfi, Positano, Pompei, Sorrento, mediando così le esigenze dei sub (immersioni, sempre immersioni!), con quelle degli accompagnatori (turismo, turismo, e ancora turismo), e alla sera tutti a fare conoscenza e sincera amicizia con un famoso protagonista locale: il limoncello. Arrembanti sbaragliamo anche l’animazione del villaggio, che alla seconda serata innalza bandiera bianca. …Ma d’altronde questa è la vera faccia dell’Eridania!
Ancora oggi, a distanza di mesi, la popolazione amalfitana parla delle autobotti del tipico liquore fare tappa presso il Villaggio Nettuno di Marina del Cantone e rammenta le orde barbariche che di notte, occupando la spiaggia,  innalzavano canti, balli propiziatori e facevano bagni secondo antichi costumi tribali (i Carabinieri ci stanno ancora cercando). Purtroppo però, come tutte le vacanze, anche questa ha termine.
Sabato, sveglia all’alba, per qualcuno tirata unica, rincontriamo Schumacher e Montoya, ma il traffico deve ancora svegliarsi, torniamo con meno affanno al treno. Ultima colazione napoletana e via, nuova partita a Tetris, ovvero: come stivare più bagagli di quanti il vagone ne possa contenere, ovviamente ancora più voluminosi, perché ci sono anche i souvenir e i regali per chi è rimasto a casa.
Come sempre il viaggio di ritorno è più lungo di quello di andata, ma ciò non toglie che, nonostante la stanchezza, siamo già pronti a ricordare le cose avvenute e a sbeffeggiarci tra di noi per le disavventure occorse durante le settimana, ma soprattutto a programmare la prossima vacanza che, seppure tra un anno, a noi pare già domani.  

Ed ora, cosa proponete? Sharm, Sardegna, magari Canarie, …perché non osare?