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Sono le ore 22.00 di una tiepida serata
torinese…emulando un famoso documentario di Nanni Loi (o è solo retaggio
dei più anzianotti?) un gregge di subacquei con i loro accompagnatori e un
tir intero di bagagli al seguito, rumorosamente ha invaso il marciapiede
del binario del treno diretto a Napoli. Comincia l’imbarco delle valige
nel ciarlare giocoso e casinaro del popolo migratore eccitato dal viaggio
che lo attende, non senza difficoltà, invero, i bagagli vengono sistemati,
perché incredibile a dirsi, anche i vagoni ferroviari hanno un volume
definito…
Il viaggio inizia e di riposare non se ne parla, tanto siamo in vacanza…
<<Si mangia e si beve>>, sarà il filo conduttore della settimana.
All’alba si giunge alla mitica stazione partenopea. Siamo in anticipo
mostruoso per la nuova tratta del viaggio, dopo una notte insonne. Parte
l’assalto ai carrelli dei bagagli e di nuovo si assiste a fantasmagorie e
costruzioni architettoniche che lasciano stupiti gli stessi ferrovieri
napoletani, di certo pur abituati a tutto. Nell’attesa di continuare verso
l’agognata meta si fa processione per la colazione, stabilendo ferrei
turni di guardia ai bagagli con scambio di zeppole, maritozzi e leccornie
varie.
Finalmente arrivano i pulman, gli autisti perplessi si domandano come
potremo caricare tutto, ma non ci conoscono. Ignorando le loro obiezioni,
si stipa l’impossibile in un lampo, e non solo ci sta tutto, ma riusciamo
pure a non dimenticare nessuno…e qui qualcuno potrebbe ricordare una
mitica gita Eridania a Recco (Fratelli Palermo…per chi non sapesse si
faccia spiegare…ndr).
Eccoci in direzione Costiera evviva, quanto ci vuole? boh! 4 ore di curve…
gasp!
Non lo sapevamo ancora, si narra la leggenda della flemmatica guida
napoletana, macchè, al volante dei due torpedoni c’erano sotto mentite
spoglie Schumacher e Montoya! Per evitare il blocco in tangenziale e il
disinnesco di un ordigno bellico, i due piloti lanciano i mezzi in un
dedalo di viuzze e paesini ignorati anche dai più sofisticati strumenti
satellitari.
Ci sentiamo dei frappè, durante alcuni sorpassi scopriamo qualè il vero
pericolo della subacquea,…Ma la vista della costiera è affascinante e fa
superare tutti i disagi, compreso il mal d’auto, propedeutico d’altronde
alla barca…
Finalmente ci siamo: sbarco modello Marines, assalto alla reception, e
soprattutto al ristorante, mangiare in terrazza con vista mare e torre
saracena è ottimo auspicio per la settimana.
Siamo alla prima immersione: superato il tragico problema di reperimento
della zavorra, iniziamo il riscaldamento muscolare pre-sommozzata
(esercizio denominato carica l’apetta-scarica l’apetta), che ci
accompagnerà in tutte le immersioni… “mens sana in corpore sano”.
I panorami dei luoghi sono mozzafiato, il mare e il tempo benevoli, il
pesce però, evidentemente anch’esso in vacanza, è latitante, per cui
troviamo solo alcuni rappresentanti delle specie ittiche a presidiare il
fondale, la prossima volta meglio avvisarli del nostro arrivo per non aver
sorprese.
L’allegria e il clima festoso la fanno da padrone sia nelle immersioni,
sia nelle gite, tutte stupende: Capri, Amalfi, Positano, Pompei, Sorrento,
mediando così le esigenze dei sub (immersioni, sempre immersioni!), con
quelle degli accompagnatori (turismo, turismo, e ancora turismo), e alla
sera tutti a fare conoscenza e sincera amicizia con un famoso protagonista
locale: il limoncello. Arrembanti sbaragliamo anche l’animazione del
villaggio, che alla seconda serata innalza bandiera bianca. …Ma d’altronde
questa è la vera faccia dell’Eridania!
Ancora oggi, a distanza di mesi, la popolazione amalfitana parla delle
autobotti del tipico liquore fare tappa presso il Villaggio Nettuno di
Marina del Cantone e rammenta le orde barbariche che di notte, occupando
la spiaggia, innalzavano canti, balli propiziatori e facevano bagni
secondo antichi costumi tribali (i Carabinieri ci stanno ancora cercando).
Purtroppo però, come tutte le vacanze, anche questa ha termine.
Sabato, sveglia all’alba, per qualcuno tirata unica, rincontriamo
Schumacher e Montoya, ma il traffico deve ancora svegliarsi, torniamo con
meno affanno al treno. Ultima colazione napoletana e via, nuova partita a
Tetris, ovvero: come stivare più bagagli di quanti il vagone ne possa
contenere, ovviamente ancora più voluminosi, perché ci sono anche i
souvenir e i regali per chi è rimasto a casa.
Come sempre il viaggio di ritorno è più lungo di quello di andata, ma ciò
non toglie che, nonostante la stanchezza, siamo già pronti a ricordare le
cose avvenute e a sbeffeggiarci tra di noi per le disavventure occorse
durante le settimana, ma soprattutto a programmare la prossima vacanza
che, seppure tra un anno, a noi pare già domani.
Ed ora, cosa proponete? Sharm, Sardegna, magari
Canarie, …perché non osare? |