Elba 2007
 
[cronaca di Carla Abaldo ]
foto del viaggio

E’ finita la gita “fuori porta” dell’Eridania all’Isola d’Elba, per la precisione a punta Morcone Capoliveri. PECCATO! Un’altra combinazione di sole, mare modello tavola, caldo, visibilità buona,gente simpatica e buona tavola dubito che ci capiterà ancora…
Una sessantina di persone tra subacquei ed accompagnatori si sono trovati sabato mattina 21 aprile per farsi “trasportare” dal pullman del mitico Danilo.
Non ero presente alla partenza perché automunita, ma immagino la scena: un Desole sottilmente vigile, un Danilo leggermente preoccupato per la disposizione dei bagagli –che all’andata ci stanno SEMPRE ma che al ritorno si tribola a rimettere nei bagagliai-, una euforia di fondo che tende all’entropia, i soliti ritardatari che si nascondono per difesa dietro un sorriso di circostanza, di nuovo un Desole che guarda l’ora perché ’ BISOGNA ESSERE PUNTUALI a Piombino per imbarcarsi sul traghetto,…fatto sta che ad un certo punto si parte! E’ però sorprendente come già dopo Asti l’armata Brancaleone faccia tappa in autogrill. Sorprendente nel senso simpatico del termine: del resto coordinare esigenze viscerali (stomaci e vesciche per intenderci) di 60 persone, mi rendo conto non sia impresa facile!
In ogni modo, eccoci tutti all’Elba: davanti a noi una baia tranquilla, colori intensi, il blu e l’azzurro di un mare calmo e un cielo limpido davanti agli occhi, il verde e i colori di tanti strani e profumati fiori tutto intorno. Già dalla prima cena, la sera stessa, ci siamo resi conto che avremmo mangiato bene, viziati dalla cucina della cuoca e che i sorrisi e le attenzioni dei gestori ci avrebbero fatti sentire “a casa”. A loro, un grazie di cuore.
E il diving Mandel? Precisi, ordinati e soprattutto pazienti. Trasportare in barca ( 2 tutte per noi, per la precisione), rispettando orari e programmi, una quarantina di subacquei –di cui 16 istruttori e 24 allievi-, ognuno con i propri tempi e le proprie preoccupazioni per l’immersione imminente (sarò mica la sola, spero?), richiede un certo grado di organizzazione ed esperienza.
Ogni immersione è stata “coccolata” da un cielo sereno, mare calmo, pochissima corrente, buona visibilità. La notturna ci ha regalato un tramonto striato di rosso, quasi dei graffi su una tela di un blu intenso e al ritorno dalla barca le case intorno alla baia sembravano un presepe. Il tutto, sotto l’occhio calmo di uno spicchio di luna stampato su un lenzuolo ormai quasi nero e circondato da stelle “brillarelle”.
Come sempre, qualche gruppo di subacquei ha visto tanto, e mi riferisco a flora e fauna marina, altri poco, altri tutto, altri niente o quasi nel corso delle varie immersioni. E qui spezzo una lancia per noi allievi: riusciremo nel tempo a vedere più cose sott’acqua man mano che smetteremo di preoccuparci dell’attrezzatura, dell’assetto, della maschera e così via, come penso sia normale. Non ci sono stati incidenti, nessuno ha avuto grossi problemi. O QUASI! Antonella, perché troppo buona, è stata oggetto di uno scherzo da parte degli altri: le hanno legato una tanica vuota –ovviamente- alla sua attrezzatura che le impediva di scendere, Ha dato prova di grande simpatia perché non si è risentita dello scherzo, ma soprattutto di grande determinazione: ”sospesa” a due metri dalla superficie –o meglio, TRATTENUTA a due metri perché tale era la lunghezza della sagola che collegava il suo GAV con la tanica- dopo aver sgonfiato anche le bolle di neoprene della muta, oltre al GAV e ai polmoni, si è messa a testa in giù tirandosi lungo la cima dell’ancora con le mani per cercare di scendere. Solo al quel punto è stata avvisata dello scherzo: malandrini tutti, una OLA per Anto!! E secondo voi qual’era la mente di questi scherzi, e non solo? “I ragazzi della stanza n° 11”, ovviamente! Parlo di Davide, Emiliano, Annalisa, Elisa e Alessandra. Per cominciare, da loro si trovava la cambusa (litri di alcool, per capirci); da loro la sera si strimpellavano canzoni accompagnate dalla chitarra di Davide; da loro Paolo Marino si è trasformato in un “tecnico delle luci”, sorreggendo per ore un faretto per illuminare gli spartiti senza farsi venire un crampo al braccio e da loro, immagino, partivano gli input per gli scherzi. Siete una bella banda, niente da dire!
Tra le amenità di questa vacanza, non posso non sottolineare un particolare che definirei “pittoresco”. Indovinello: non è un fiore colorato, non è una pianta aliena, non è un animale che ha subito una mutazione. Cos’é? Il Desole dentro il suo pigiamino, di cui pare vada fiero! Il NOSTRO si è presentato infatti al diving per la prima immersione esibendo con totale disinvoltura un completino azzurro (maglietta e pantalone aderenti) in lycra che ci ha lasciati di stucco. Sulle prime noi allievi ci siamo, per così dire, comprati un silenzio: l’esame è troppo vicino per sbilanciarsi! Non lo stesso hanno fatto gli istruttori. Come è ovvio, questo pigiamino è stato riproposto ai nostri occhi sempre stupiti per ben 6 volte (tante erano le immersioni) e dopo l’ultima ha vinto un tuffo in mare, così…tanto per dargli una lavatina…senza prima aver sfilato chi c’era dentro.
Altra nota di merito a Paolo Marino e ad Andrea Dell’Acqua che durante l’ultima serata si sono esibiti in danze latino-americane. Non che fossero dei maestri, ma senz’altro meglio di noi che eravamo sistemati sulle poltroncine della discoteca e non davamo cenno di schiodarci da lì.
E’ la mia prima vacanza con Eridania e sono contenta d’averla fatta. Un grazie agli istruttori e seguito: avete dimostrato tanta pazienza ed una notevole capacità di far stare bene sott’acqua noi allievi, a volte un po’ goffi, spesso velatamente preoccupati – per questo rimando alla pagina 148 del manuale Bolle, al capitolo “ansia e stress”- ma (credeteci!) pieni di buona volontà. Se scopo di un istruttore è far apprezzare il mondo sott’acqua di chi si avvicina a questo sport e spronarlo a continuare, ebbene, ci siete riusciti! E penso di poter parlare a nome di tutti i 24 allievi, di tutti i gradi.

Ancora grazie a Danilo, che né all’andata né al ritorno partecipa ai “cicalecci” di noi passeggeri; grazie a Desole, che ha saputo organizzare molto bene tutta la vacanza; alla “stanza n° 11 –domanda: ma dormivate ogni tanto o vi dopavate regolarmente?-; ad Andrea,nostro riferimento in quanto biologo marino; a chi dimentico della lunga lista.

In sostanza, da parte mia,una richiesta: QUANDO SI RIPARTE???