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ARCIPELAGO DELLE ISOLE EGADI:
Favignana giugno 2002 [cronaca di Fabiana De Martin]
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Aereo, pulmino, aliscafo ed eccoci approdati in meno di cinque ore sull'Isola
di Favignana che, assieme a Levanzo, Marettimo e Formica formano l'arcipelago
delle Isole Egadi. Man mano che ci avviciniamo al porto, scorgiamo sulla
sommità' della "Montagna Grossa" il Forte di Santa Caterina che non avremmo
certamente più' scordato; ben 700 gradini con una pendenza di circa il 20%
furono da noi percorsi per poter ammirare uno dei più affascinanti e romantici
tramonti mai visti. C'è anche chi, convinto dell'esistenza di un'improbabile
scorciatoia, ha percorso un tratto di sterrato tra rovi, mucche e relativi
loro "ricordini" per poi arrendersi ai 700 gradini. Il primo giorno è trascorso
nella sistemazione dei bagagli all'interno dei nuovi bungalows del Camping
Miramare, veri e propri miniappartamenti dotati di attrezzatissime cucine
e di spaziose terrazze provviste di tettoie in vimini ricoperte da scintillanti
fiori di bouganville. Poi di corsa al Diving Atlantide, posizionato a pochi
passi dal campeggio, in una piccola baia dotata di porticciolo. Qui Ivano
e Scipio, i due titolari, ci hanno accolto con simpatia e ci hanno fatto
sistemare l'attrezzatura in comode ceste. Presi gli accordi per le immersioni
dei giorni successivi, ci siamo finalmente diretti in paese (a piedi!) per
curiosare nei negozietti tipici del posto, ovvero rivenditori di deliziose
"delicatessen" (anche questo lo abbiamo potuto apprezzare in seguito!) a
base di tonno. Per chi non ne fosse a conoscenza , Favignana è famosa nel
mondo per la pesca e la lavorazione del tonno, per la precisione del tonno
rosso, da cui si ricavano molteplici prodotti dalla ventresca alla bottarga.
Almeno due volte al mese, e in alcuni periodi anche più spesso, viene organizzata
la "mattanza". Si tratta di una pesca al tonno molto particolare e un po'
cruenta: la "ciurma" di pescatori dell'isola guidati dal "ciclopico" barbuto
Rais Gioacchino, figura emblematica ed affascinante al tempo stesso, parte
a bordo di lunghe imbarcazioni a fondo quasi piatto e si dirige nella zona
di pesca che lo stesso Rais indica loro. Se il "bottino" e' abbondante,
la sera si festeggia tutti assieme , isolani, pescatori e turisti nella
piazza del paese tra canti, fuochi, vino e soprattutto tonno alla brace.
Prima di rientrare al campeggio (a piedi!), ci siamo recati in un negozio
di biciclette e dopo una lunga trattativa abbiamo "strappato" un prezzaccio
per il noleggio settimanale di 13 biciclette. Ovviamente tutte queste attività
avevano stimolato l'appetito a tutto il gruppo (a cui peraltro non manca
mai!) e cosi' ci siamo ritrovati seduti al ristorante del campeggio che
ci ha "coccolati" per una settimana con pranzi e cene a base di piatti tipici
favignanesi e siciliani. Le immersioni sono state tutte molto apprezzate,
come quelle effettuate alla Secca del Toro dove cernie, aragoste e dentici
non aspettavano che il nostro arrivo per mostrarsi, in un fondale che, ricco
di grandi gorgonie rosse, si divideva in due canyons molto divertenti da
percorrere. Una "faticaccia" e' stata per noi pigroni la parte del rientro
dall'immersione all'Isola Galeotta, percorsa tutta controcorrente. Suggestiva
, invece, l'immersione notturna effettuata allo Scoglio Corrente dove intere
pareti e anfratti erano ricoperti di parazoanthus arancioni e dove sonnolenti
scorfani cercavano di mimettizzarsi per non essere disturbati. La giornata
a Marettimo con tanto di visita e bagno all'interno di una spettacolare
grotta da color turchese, ci ha permesso di vivere due splendide immersioni
, una a Punta Bassana e all'altra alla Secca del Cammello. Alcuni di noi
sono persino riusciti ad accarezzare un'aragosta che curiosa, per nulla
spaventata, all'uscita della tana. Un'immersione che pochi subacquei hanno
sperimentato e' l'immersione a Capo Grosso nell'Isola di Levanzo, dove una
forte corrente a favore ci ha trasportato per piu' di un miglio lungo fondali
ricchi di anfore romane. Sembrava di essere in treno ad osservare il paesaggio
dal finestrino; divertente ma soprattutto riposante visto che non era necessario
pinneggiare. A chiudere questa bella settimana subacquea , la discesa sul
relitto di fronte all'Isola di Formica. Ma l'intrepido gruppo dell'Eridania
non ha limitato le proprie esperienze esplorative ai fondali marini, si
e' anche cimentato in lunghe pedalate in sella alle mountain bike noleggiate,
scorazzando per i sentieri sterrati di tutta l'isola. Grazie a questi "potenti
mezzi" abbiamo potuto tuffarci nelle acque del Bue Marino, localita' situata
nella parte sud-est dell'isola dove abbiamo potuto ammirare profonde cave
di tufo, principale materia prima con cui vengono edificate la maggior parte
delle case dell'isola. Il Faro di Punta Sottile, di proprieta' della Marina
Militare Italiana e' stata un'altra meta di noi impavidi sub-ciclisti; ma
la gita che tutti ricordano e ricorderanno e' quella a Punta Faraglini quando
ci siamo trovati "immersi" in una fitta nebbia che , pur essendo una splendida
giornata di sole, era calata cosi' repentina e fitta da rendere l'atmosfera
simile a quella di un film di Hitchcock, a completare l'opera l'urlo delle
sirene delle imbarcazioni che segnalavano la propria presenza nell'attraversare
quel tratto di mare. Tra tour ciclistici, immersioni, scalate al castello
e succulenti banchetti, la settimana di vacanza e' cosi' trascorsa velocemente.
A bordo dell'aliscafo che ci riporta a Trapani, vediamo La Farfalla delle
Egadi farsi sempre piu' piccola fino a scomparire. Mesti ma felici, facciamo
ritorno a casa.[ foto... ]
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