Stintino 2006
 
[cronaca di Annalisa Perotti Ghi ]
foto del viaggio

Torino, Piscina Comunale, ore 15.30 di venerdì 26 Maggio: l’orda Eridana, carica di bagagli e tante tante aspettative, attende con impazienza l’arrivo del bus guidato dal nostro ormai mitico Danilo…ed eccolo!
Grazie a qualche arcano sortilegio ed alle mani di fata di Danilo, riusciamo a stipare tutto ...o quasi. Come si farà al ritorno quando ci saranno da aggiungere i vari mirti, pecorini e ricordini?? Ma non importa, partiamo pieni di entusiasmo all’arrembaggio del traghetto, e qui l’Eridania si distingue fin da subito allestendo sul ponte un banchetto a base di pane fatto in casa, formaggi, salumi e dolcini vari, il tutto inondato da spumeggianti fiumi di birra.
La Sardegna ci accoglie con l’immancabile vento, le nuvole viaggiano spedite, ma il sole è caldo e quando il cielo è sereno il mare si colora di un’indimenticabile sfumatura turchese che non ci fa rimpiangere Mar Rosso, Maldive o Capo Noli.
L’albergo, come scopriamo sabato, è veramente carino, con una piscina adatta a movimentate partite di pallanuoto, il personale si rivela accomodante nel concederci abbondanti libagioni..cosa manca? Ah, il Diving!
La nostra truppa di 40 subacquei fa sobbalzare il cuore anche alle guide più coraggiose, ma l’Eridania sa essere organizzata meglio dei marines e in men che non si dica ci troviamo suddivisi in gruppi da far uscire a rotazione sui potenti gommoni, anche loro alla fine della vacanza logorati dalla nostra presenza... e dal guizzo di un pugnale ribelle.
Tutto il team degli istruttori, che in terra sarda viene battezzato “La manodopera”, si prodiga ad aiutare gli allievi più e meno esperti nella preparazione, rincuora i meno sicuri e guida con occhio attento incaute pinne che sfiorano statuari coralli e sbigottite cernie; l’impegno è a mille e grazie alle costanti cure tutti quanti hanno occasione di migliorare le proprie capacità.
Peccato che il tempo non sia esattamente favorevole e ci obblighi a limitare le nostre escursioni al “mare di dentro” come ormai da veri sardi chiamiamo la parte est dell’Asinara… ma per i poveri allievi abituati a Noli le immersioni dei Corvi e della Sabina rivelano un fondale mozzafiato e una vita da sogno: cernie e corvine che nuotano nel blu, aragoste infilate in ogni fessura e enormi polpi sotto ogni roccia..nonché per i più sfortunati qualche medusa.
Passiamo tra le gorgonie e ci infiliamo tra i parazoanthus, immersi in un meraviglioso silenzio che incredibilmente continua anche quando riemergiamo…sarà perché manca la Grande Voce che solitamente guida e dirige le nostre sortite? Strano ma vero le nostre orecchie riescono a riposarsi tra un tuffo e l’altro…ma ammettiamolo…a tratti sentiamo la mancanza di qualche pernacchio, e dell’epiteto nel quale ormai tutti ci risconosciamo…..
Nei giorni seguenti che, causa vento, risultano liberi da immersioni, i nostri mitici istruttori si preoccupano di organizzare gite ed escursioni: l’Asinara, dalla quale, nonostante la presenza dell’antico carcere gli Eridani hanno inspiegabilmente fatto ritorno, Castelsardo e Alghero… e naturalmente l’immancabile e ottima cena in agriturismo per assaggiare con religiosa devozione le specialità locali…porceddu e seadas!
D’obbligo un giro alla famosissima spiaggia della Pelosa, bianca e blu come nelle foto dei cataloghi sfogliati durante l’inverno, del quale pare che l’acqua abbia mantenuto la temperatura, trasformando un tuffo in un’esperienza da brivido....non resta che mettersi a scattare foto ricordo!
Visto che il mare non si placa, effettuiamo una breve fuga in un Diving “amico” a Capo Galera: nonostante il tempo sia ancora inclemente abbiamo l’opportunità di ammirare un altro scorcio di Sardegna, naturalmente splendido.
I giorni passano veloci, le serate trascorrono in compagnia chiacchierando allegramente davanti ad un buon limoncello o ad un immancabile mirto... placidi momenti agitati solo da qualche dispettuccio in camera…ma sicuramente sarà stata opera del fantasma del villaggio disturbato da tanti … troppi subacquei indisciplinati!
Sabato una piccola “fuitina” di qualche coraggioso che cerca l’ultimo brivido subacqueo nelle bellissime grotte di Nereo a Capo Caccia, mentre gli altri radunano ahimè armi e bagagli per prepararsi al rientro.
Ultima sosta a Porto Torres per gli acquisti e poi nuovamente al porto per l’imbarco, quasi increduli di lasciare così presto questo bellissimo mare e questa terra così ospitale.
Purtroppo la stanchezza è tanta, niente banchetto sul ponte ma una comoda cena seduti al self service e poi a dormire… gli organizzati nelle cabine prenotate in anticipo, i particolarmente stanchi nelle cuccette occupate al momento, i più scafati sulle poltrone delle sale e dei bar.
Domenica mattina ci svegliamo e ad accoglierci in Liguria, mannaggia, un sole cocente e un tempo stupendo…e dopo un’ultima, immancabile e praticamente d’obbligo, sosta in autogrill, eccoci a casa.
Un po’ di tristezza, perché la vacanza è finita, e come ogni vacanza Eridania è stata piena di divertimento e risate…ma abbiamo già un sacco di nuovi appuntamenti: la piscina estiva a Venaria, la grigliata per la consegna dei tanto sudati brevetti nonchè tutte le immersioni che organizzeremo nell’estate. Insomma l’Eridania non si ferma proprio mai!