ARCIPELAGO DELLE ISOLE PONTINE:
Ventotene 30 APRILE - 4 MAGGIO 2003
[cronaca di Antonella Brandi]
foto del viaggio
Siamo partiti con un pullman da 50 posti la sera del 30 aprile.
A Formia abbiamo traghettato fino all'isola di Ventotene, una delle destinazioni più ambite da tutti i subacquei.
Qui siamo stati ospiti dell'albergo "Isolabella" e con il diving "Academy" abbiamo concordato un pacchetto di 4 immersioni.
L'isola, di origine vulcanica, ha un aspetto montuoso come il bell'isolotto di Santo Stefano, che vediamo di fronte, antica colonia penale ora disabitata. L'area naturale marina protetta delle due isole è stata istituita ufficialmente nel dicembre del 1997, anche perché l'arcipelago delle isole Pontine nasconde sott'acqua habitat davvero unici, offrendo fondali tra i più belli del mediterraneo.
Quello che subito ci colpisce è la trasparenza dell'acqua, poi i colori dei grandi ventagli di gorgonie rosse e gialle, qui straordinariamente fitti. Tantissima natura, ma poco pesce (sigh)… però in compenso ne abbiamo mangiato molto e ben cucinato (slurp).
Nonostante l'aver ignorato la dieta del subacqueo nessuno ha vomitato ed abbiamo visto:
  • le SCONCIGLIE: si tratta di due scogli emergenti a nord-ovest dell'isola. Qui troviamo una bella grotta le cui pareti sono incrostate da tanti organismi, coloratissimi anemoni, spugne, spirografi e piccoli gamberi.;
  • la SECCHITELLA: famosa per il suo coloratissimo arco passante, ricoperto di spugne.

  • Queste due immersioni si sono svolte a Ventotene, ma anche l'isola di Santo Stefano, distante un miglio marino dalla sorella maggiore, ci ha offerto altri due interessanti siti di immersione:
  • la FRANATA DI S.STEFANO: una franata di grosse rocce che giungono oltre i 40 metri alternati a corridoi di sabbia chiara e posidonia;
  • il MOLO IV: una coloratissima parete di parazoanthus e paramuricee. Molte Pinne nobilis, le inconfondibili stelle pentagono e branchi di saraghi.
  • Qui Renato sostiene di aver incontrato una grossa cernia bruna (almeno una dozzina di chili, dice lui) nascosta in una spaccatura; ma in realtà quel che più l'ha colpito è stato un nudibranco (da pronunciare vibrando, come ancora fa lui nel simulare la sua "emozione") indicato con tanta sincera passione dal suo istruttore.
    E per completare il nostro resoconto, da non dimenticare il
    RATTO DELLA MUTANDA (sempre a cura del nostro Renato e con documentazione fotografica)… insomma , come dice lui: "vita notturna un bel movimento! .[ foto... ]